Piove sempre sul bagnato

Zarko Rakocevic, il nuovo acquisto dei Lugano Tigers

Ovvero oziose considerazioni di metà campionato

di Andrea Stephani

Doppelspiel al Palamondo – La notizia di oggi è che sabato al Palamondo andranno in scena non una bensì due partite: alle 14.30 il big match tra Vacallo e Friborgo, seguito alle 18 da Massagno – Nyon. Il motivo? La già nota inagibilità del Palapenz, dovuta ad un’infiltrazione d’acqua che ha provocato un rigonfiamento del parquet. Tralasciando il fatto che la palestra è stata considerata inagibile dalla Lega Nazionale ma non da Ticinobasket (che ha dato il suo benestare per la disputa degli incontri cantonali), il fatto che colpisce maggiormente è la curiosa coincidenza che vede la SAV obbligata a giocare in trasferta a causa… dell’aperitivo natalizio del Club del Tappo. Infatti, durante la serata svoltasi il 23 dicembre ed organizzata dall’associazione momò, i cui ricavati vengono interamente devoluti ad iniziative benefiche (chapeau!), un frigorifero ha iniziato a perdere acqua. Complici le festività di fine anno, quattro giorni dopo il parquet aveva assorbito quasi completamente il liquido depositatosi sul pavimento, rendendo inagibile la struttura. Come si dice in questi casi, piove sempre sul bagnato. Da anni la società gialloverde deve barcamenarsi nell’incerto mare degli eventi ospitati nel palazzetto chiassese (mostre feline, cene della terza età, concorsi ginnici e chi più ne ha più ne metta), ma il fatto che sia stato proprio un aperitivo ad ostacolare la truppa di Pastore fa sorridere, se si pensa all’ormai leggendaria fama del tifo gialloverde che – tanto per citarne una – è stata immortalata in una frase di Claudio Meier il quale, al termine della finale di Coppa Svizzera vinta proprio dal Vacallo contro gli “odiati”cugini bianconeri, notò che il “tifoso gialloverde si riconosce perchè non applaude mai per non rischiare di rovesciare la birra”. Qualcuno, lo scorso 23 dicembre, sembra se lo sia dimenticato.

Donne? No grazie, siamo ticinesi! – Cui prodest Doppelspiel? A chi giova? Sicuramente a Vacallo e Massagno, che proveranno a trascinare e a trattenere in palestra un numero maggiore di spettatori rispetto alla media stagionale (SAV quinta in graduatoria con 571 spettatori di media, SAM penultima con 435, 4 in più degli Starwings, ultimi). Numeri, quelli relativi al pubblico presente in palestra, che per altro sono spesso gonfiati come l’omino Michelin. La lodevole iniziativa delle due società, costrette a convivere sino al 20 febbraio tra le mura amiche del Palamondo, non farà sicuramente la felicità del presidente del Riva Francesco Markesch, la cui squadra gioca proprio sabato alle ore 15 al Palasangiorgio un importantissimo match contro l’Elfic secondo in classifica. Doppelspiel? Ok! Donne? No grazie, siamo ticinesi. Di conseguenze le ragazze di Rezzonico affronteranno more solito questo cruciale impegno davanti ad amici e parenti stretti. Come cantava Rita Pavone una vita e mezza fa: “Perche? Perché? La domenica mi lascia sempre solaaa…”.

Squadra che vince si cambia – Squadra che vince? Si cambia. Eccome. Nel giro di poco più di un mese i Lugano Tigers, primi in classifica, si sono liberati del talentuoso (ma altrettanto bizzoso) Michael Efevberha, rispedito negli Stati Uniti con la cintura di campione dei pesi medi della formazione bianconera (sconfitto per knock-out Dusan Mladjan). Il nigeriano è stato rimpiazzato dallo zar Nikola Dacevic; una sostituzione non proprio per ruolo che ha portato all’ingaggio del playmaker Rod Brown (ufficialmente per rimpiazzare l’eterno infortunato Andrija Crnogorac che però – guarda caso – i luganesi non avevano neppure tesserato). Il Lugano che sino a Natale ha dominato il campionato, perdendo una sola volta in casa contro l’Olympic (con i Tigers però privi dal secondo quarto di Mo Abukar), si è rifatto il lifting e ha cercato di darsi una logica di squadra più convincente. La notizia dell’ultima aggiunge un importante tassello al club del presidente Cedraschi che ha puntellato il proprio effettivo con l’arrivo del montenegrino Zarko Rakocevic (classe 1984, 204 cm), un lungo con trascorsi nel campionato bosniaco, serbo, ucraino e austriaco e in arrivo nientemeno che da Valencia. Che sia lui il centro tanto ricercato che porterà alla quadratura del cerchio bianconero? In attesa del riscontro del parquet, notiamo l’affare concluso dai dirgenti luganesi: liquidato l’oneroso contratto di Efevberha, i Tigers sono stati lesti ad assicurarsi ben tre giocatori di grande esperienza. Il che rende bene l’idea dell’entità del compenso ricevuto dal funambolico nigeriano (considerazione a margine: Efevberha quei soldi li valeva comunque tutti!)…

Ufficio regionale di collocamento Basketweb – Parlando di ingaggi e di va e vieni societari, notiamo inoltre l’approdo nel Luganese, sponda Massagno, di Danilo Mitrovic, già ribattezzato “l’amico del coach” da chi non ricordava il suo nome. Via Swinton e via Gugino (“… Mi ha detto mio gggugino che una volta è morto!”, Elio & le Storie Tese dixit), la squadra di Nikolic è ancora in cerca di una propria fisionomia ben definita. Una vittoria contro il derelitto Nyon sabato prossimo potrebbe dare un senso al finale di stagione dei biancoblù. Con Dacevic accasatosi a Lugano (nonostante inizialmente lo zar non facesse parte dei piani dell’allenatore Dessarzin) e Crnogorac molto più elegante in giacca e cravatta che in pantaloncini corti e canottiera, l’unica incognita rimasta è quella legata alla posizione di Dejan Lukovic, scomparso pure dai bollettini medici della SAV Vacallo. Che fa il ragazzo di Cacak? Dove giocherà? Sicuramente, dopo l’ingaggio di Brown, non raggiungerà lo “zio” Nikola a Lugano e probabilmente non rientrerà mai più nei piani di Don Rodrigo Pastore. Neppure Massagno sembra una destinazione gradita al playmaker di 26 anni, reduce da un annus horribilis passato tra sale operatorie e infermerie. Nella rubrica “Chi l’ha visto?” inseriamo anche Trésore Quidome, forse il grande assente di questo campionato. Il ticinese, tra i giocatori più vincenti dell’ultimo decennio, non ha ancora trovato una sistemazione consona dopo il mancato rinnovo del proprio contratto con l’Olympic Friborgo. Qualche abboccamento con la SAV c’è stato, ma nulla di più. Alcuni dicono che Quidome abbia pretese economiche eccessive, altri, invece, sostengono che ha perso la voglia di giocare e sta cercando un lavoro. Nel frattempo l’ex di Lugano e Vacallo si mantiene in forma allenandosi con la formazione di LNB dei Denti Della Vecchia. Possibile che nessun club sia interessato ad un giocatore di sicuro talento all’apice della propria carriera?

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